Organoa canne o elettronico?
(riflessioneproposta in occasione dellĠinaugurazione di un nuovo organo a canne)
Il compito dellĠorgano dielevare lĠanimo del fedele al Mistero: lo strumento deve dunque essere degno ditale ruolo!
Écome vedete dal programma, hovoluto ribadire lĠimportanza dellĠorgano a canne vero in chiesa.
Un organo costruito con tecniche tramandatedai costruttori storici (cio fatto con legno vero, scelto bene, unito ad incastroecc.) dura centinaia di anni; quindi un oggetto che accomuna variegenerazioni, qualcosa che una comunit lascia ai posteri.
EĠ molto importante distinguereun organo a canne da uno elettronico (questi ultimi sono oggi tanto in voga).
Innanzitutto il suono non paragonabile: lĠorgano a canne esalta una musica, le d colore, rende ragionedellĠarte e degli sforzi del musicista, lĠelettronico semplifica, appiattisce; come ascoltare un organo vero attraverso una radio...
LĠorgano elettronico paragonabile ad un elettrodomestico, ad una lavatrice per esempio: svolge unservizio ma non ha un valore in s e questo risulta evidente quando, trascorsipochi anni, lo strumento incomincia a guastarsi: tutti, a partire da chi lo havenduto, concordano nel dire che ormai vecchio, meglio rimpiazzarlo con unopi moderno ecc. (che poi in sostanza la stessa cosa del precedente).
Proprio ieri, entrando in unachiesa, ho visto due organi elettronici identici, di buona marca, affiancati:uno era nuovo e lĠaltro di soli cinque anni (!!); ebbene, questĠultimo si rotto ed gi impossibile ripararlo, per cui la parrocchia ne ha dovuto comperareun altro. Quello vecchio destinato alla discarica. Penso che questo episodioparli chiaroÉ
LĠorgano a canne invece, come unvino pregiato, col trascorrere del tempo acquista valore.
Dunque la scelta del tipo diorgano per una chiesa un fatto culturale, non economico; basti pensare che unorgano di piccole dimensioni, ma di suono generoso, costa meno di tanteautomobili che oggi si vedono in giroÉe non dura 5 o 10 anniÉ..
Alla dignit di un luogo sacro ealla liturgia convengo cose di valore: perch non si usa un calice di plasticaanzich dĠoro o uno spray profumato anzich lĠincenso o una tovaglia di pizzodi plastica anzich di pizzo Cant? (Il servizio lo farebbero lo stesso e dalontano non si vede la differenzaÉ)
Alla dignit di un luogo sacro ealla liturgia convengo cose di valore.
Il compito dellĠorgano dielevare lĠanimo del fedele al Mistero: sia dunque degno lo strumento di taleruolo!
In proposito si veda, di seguito,uno stralcio del chirografo del Santo Padre che sottolinea lĠimportanzadellĠorgano collocando il discorso in un contesto pi ampio riguardante lamusica sacra.
Walter Chinaglia
CHIROGRAFODEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II
PER IL CENTENARIO DEL MOTU PROPRIO
"TRA LE SOLLECITUDINI" SULLA MUSICA SACRA
Roma, Citt del Vaticano, 22 novembre 2003
centenario del "motu proprio" di S. Pio X Papa
1. Mosso dal vivo desiderio"di mantenere e di promuovere il decoro della Casa di Dio", il mioPredecessore san Pio X emanava, cento anni fa, il Motu proprio Tra lesollecitudini, che aveva come oggetto ilrinnovamento della musica sacra nelle funzioni del culto. Con esso egliintendeva offrire alla Chiesa concrete indicazioni in quel vitale settore dellaLiturgia, presentandole "quasi a codice giuridico della musicasacra"[1].
La ricorrenza centenaria deldocumento mi offre l'occasione di richiamare l'importante funzione della musicasacra, che san Pio X presenta sia comemezzo di elevazione dello spirito a Dio, sia come prezioso aiuto per i fedelinella "partecipazione attiva ai sacrosanti misteri e alla preghierapubblica e solenne della Chiesa"[2].
La speciale attenzione che doveroso riservare alla musica sacra, ricorda il santo Pontefice, deriva dalfatto che essa, "come parte integrante della solenne Liturgia, nepartecipa il fine generale, che la gloria di Dio
3. In varie occasioni anch'io horichiamato la preziosa funzione e la grande importanza della musica e del cantoper una partecipazione pi attiva e intensa alle celebrazioni liturgiche[9], edho sottolineato la necessit di "purificare il culto da sbavature distile, da forme trasandate di espressione,da musiche e testi sciatti e poco consoni alla grandezza dell'atto che sicelebra"[10], per assicurare dignit e bont di forme allamusica liturgica. [É]
Anche ai tempi nostri daconsiderare attentamente, come ho messo in evidenza nell'Enciclica Ecclesia deEucharistia, che non tutte le espressioni delle arti figurative e della musicasono capaci "di esprimere adeguatamente il Mistero
5. Un altro principio enunciato da san Pio X nel Motu proprio ÒTra lesollecitudiniÓ, principio peraltro intimamente connesso con il precedente, quello della bont delle forme. Non vi pu essere musica destinata allacelebrazione dei sacri riti che non sia prima "vera arte"
8. L'importanza di conservare edi incrementare il secolare patrimonio della Chiesa induce a prendere inparticolare considerazione una specifica esortazione della CostituzioneSacrosanctum Concilium: "Si promuovano con impegno
Il compito della schola non venuto meno: essa infatti svolge nell'assemblea il ruolo di guida e di sostegnoe, in certi momenti della Liturgia, ha un proprio ruolo specifico.
Dal buon coordinamento di tutti -il sacerdote celebrante e il diacono, gli accoliti, i ministranti, i lettori,il salmista, la schola cantorum, i musicisti, il cantore, l'assemblea -scaturisce quel giusto clima spirituale che rende il momento liturgico veramenteintenso, partecipato e fruttuoso. [É]
12. A riguardo delle composizioni musicali liturgiche faccio mia la "leggegenerale", che san Pio X formulava in questi termini: "Tanto unacomposizione per chiesa pi sacra e liturgica, quanto pi nell'andamento,nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto meno degna del tempio, quanto pi da quel supremo modello si riconoscedifforme"[33]. Non si tratta evidentemente di copiare il cantogregoriano, ma piuttosto di far s che lenuove composizioni siano pervase dallo stesso spirito che suscit e via viamodell quel canto. Solo un artistaprofondamente compreso del sensus Ecclesiae pu tentare di percepire e tradurrein melodia la verit del Mistero che si celebra nella Liturgia[34]. In questaprospettiva, nella Lettera agli Artisti scrivevo: "Quante composizionisacre sono state elaborate nel corso dei secoli da persone profondamenteimbevute del senso del mistero! Innumerevoli credenti hanno alimentato la lorofede alle melodie sbocciate dal cuore di altri credenti e divenute parte dellaLiturgia o almeno aiuto validissimo al suo decoroso svolgimento. Nel canto lafede si sperimenta come esuberanza di gioia, di amore, di fiduciosa attesadell'intervento salvifico di Dio"[35]. [É]
14. Sempre sul piano pratico, ilMotu proprio di cui ricorre il centesimo anniversario affronta anche laquestione degli strumenti musicali da utilizzare nella Liturgia latina.
Si deve tuttavia prendere attodel fatto che le composizioni attuali utilizzano spesso moduli musicalidiversificati che non mancano d'una loro dignit. Nella misura in cui sono diaiuto alla preghiera della Chiesa, possono rivelarsi un arricchimento prezioso.Occorre tuttavia vigilare perch gli strumenti siano adatti all'uso sacro
15. Auspico che la commemorazione centenaria del Motu proprio Tra lesollecitudini, per intercessione del suo santo Autore, unitamente a quella disanta Cecilia, patrona della musica sacra, sia di incoraggiamento e stimolo perquanti si occupano di questo importante aspetto delle celebrazioni liturgiche.I cultori della musica sacra, dedicandosi con rinnovato slancio ad un settoredi cos vitale rilievo, contribuiranno alla maturazione della vita spiritualedel Popolo di Dio. I fedeli, per parte loro, esprimendo in modo armonico esolenne la propria fede col canto, ne sperimenteranno sempre pi a fondo laricchezza e si conformeranno nell'impegno di tradurne gli impulsi neicomportamenti della vita quotidiana. Si potr cos raggiungere, grazie alconcorde impegno di pastori d'anime, musicisti e fedeli, quello che laCostituzione Sacrosanctum Concilium qualifica come vero "fine della musicasacra", cio "la gloria di Dio e la santificazione deifedeli"[44]. [É]
[1] Pii X Pontificis Maximi Acta, vol. I, p. 77.
[2] Ibid.
[3] Ibid., n. 1, p. 78.
[9] Cfr, ad esempio, Discorso al Pontificio Istituto di Musica Sacra nel
90Ħ di fondazione (19 gennaio 2001), 1: Insegnamenti XXIV/1 (2001), 194.
[10] Udienza generale del 26 febbraio 2003, 3: L'Osservatore Romano, 27
febbraio 2003, p. 4.
[14] N. 50: AAS 95 (2003), 467.
[15] N. 2, p. 78.
[16] Ibid., pp. 78-79.
[17]Cost. sulla sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, 116.
[18] Cfr S. Congregazione dei Riti, Istr. sulla musica nella sacra
Liturgia Musicam sacram (5 marzo 1967), 50: AAS 59 (1967), 314.
[19] Motu proprio Tra le sollecitudini, n. 3, p. 79.
[20] Cost. sulla sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, 116.
[21] Cfr ibid., 30.
[22] Ibid., 114.
[33] Motu proprio Tra le sollecitudini, n. 3, p. 79
[34] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. sulla sacra Liturgia Sacrosanctum
Concilium, 112.
[35] N. 12: Insegnamenti XXII/1 (1999), 718.
[42] Cfr Motu proprio Tra le sollecitudini, nn. 15-18, p. 84.
[43] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. sulla sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium,120.
[44] Ibid., 112.
Tratto da:
[lĠusodel grassetto una scelta del redattore]